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title: "La nuova sfida dell’apprendistato: contesto, non compiacenza"
description: "Oltre il disagio: per aiutare davvero i giovani in apprendistato, serve costruire contesti formativi solidi, umani e pensati per farli crescere."
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[Fill-Up - Coaching Per Apprendisti](https://fill-up.ch/fill-up-coaching-per-apprendisti)

# [La nuova sfida dell’apprendistato: contesto, non compiacenza](https://fill-up.ch/fill-up-coaching-per-apprendisti/la-nuova-sfida-dellapprendistato-contesto-non-compiacenza)

 Scritto da [Sara Rossini](https://fill-up.ch/fill-up-coaching-per-apprendisti/author/sara-rossini) | 20 giu 2025

**Non è questione di assecondare i giovani, ma di preparare il terreno per farli crescere. E con loro, far crescere anche l’azienda.**

In queste settimane si parla molto di disagio giovanile durante l’apprendistato. Lo studio WorkMed 2025 lo conferma: oltre il **60% degli apprendisti** ha vissuto **difficoltà psicologiche** lungo il percorso formativo. Ma attenzione: nella maggior parte dei casi, non si tratta solo di fragilità personali. E non è neanche solo un “problema della Generazione Z”.

Il punto è un altro: **il contesto in cui li inseriamo non è progettato per farli crescere davvero,** e questo non vale sono per gli apprendisti, possiamo ampliarlo alle nuove generazioni.

E la situazione è ancora più delicata se consideriamo che molti giovani che iniziano un apprendistato hanno già alle spalle un percorso scolastico difficile, esperienze di fallimento o mancanza di fiducia in sé stessi. Arrivano già in salita. E spesso li lasciamo da soli e chiediamo loro maggiore autonomia proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di una guida.

**Il problema non è che i giovani non hanno voglia.**

Il problema è che **chiediamo loro autonomia, disciplina, organizzazione e spirito d’iniziativa… senza prima averli aiutati a svilupparli**.

Durante l’apprendistato viene chiesto ai ragazzi di gestire:

- un **nuovo ritmo quotidiano**,
- una **doppia responsabilità** tra scuola e azienda,
- una **relazione gerarchica** con adulti che, non di rado, **non sono preparati a sostenerli davvero**.

E mentre il carico cresce, il supporto spesso manca. Il risultato? **Stress, frustrazione, senso di inadeguatezza** e, nei casi peggiori, **abbandono**.

**I giovani sono fragili. È vero.**

Ma non nel senso in cui spesso si pensa. Sono fragili **perché sono in una fase di costruzione**, perché stanno imparando a reggere il peso delle responsabilità, perché affrontano cambiamenti importanti senza ancora avere tutti gli strumenti per gestirli. Questa fragilità **non è un difetto**, è una fase. E come ogni fase di crescita, **va accompagnata con consapevolezza**.

**Accompagnarli non significa assecondarli**

Molte aziende confondono il “mettere al centro la persona” con il “dare ragione ai giovani su tutto”. Niente di più sbagliato. **Non serve abbassare l’asticella. Serve costruire le basi giuste.** Contesti dove il giovane può imparare a gestire le pressioni, organizzarsi, sbagliare e correggere. Contesti dove si sente accolto, ma anche guidato. Dove la relazione con il formatore è forte, non formale.

**Cosa può (e deve) fare un’azienda?**

- **Dare struttura, chiarezza e ascolto**: senza queste tre cose, l’apprendistato diventa un salto nel vuoto.
- **Creare fiducia**: la relazione è il primo strumento formativo. E oggi è anche il primo motivo per cui molti apprendisti mollano tutto.
- **Supportare chi forma**, perché il ruolo del formatore non è più solo trasmettere competenze tecniche.
- **Anticipare il cambiamento**: perché il mondo del lavoro non è, e non sarà, più come prima.

**Non è una tendenza. È una trasformazione**

Chi pensa che queste nuove esigenze siano una moda passeggera, sottovaluta il cambiamento in corso. **Il potere si è spostato**: se un tempo erano i giovani a inseguire le aziende, oggi **sono le aziende a dover dimostrare di valere**. La vera differenza, nel futuro, **non la faranno i prodotti o i servizi**, ma **le persone che sapremo attrarre, crescere e trattenere**.

 

Noi di **Fill-Up siamo stati i primi in Svizzera** a introdurre un approccio innovativo all’apprendistato: **un vero e proprio ponte tra generazioni.**

Non si tratta solo di coaching, ma di una **strategia strutturata** che aiuta i **giovani a crescere con consapevolezza e le aziende a formare con efficacia**.Accompagniamo le aziende nella creazione di contesti formativi solidi, umani e strutturati, pensati per rispondere ai bisogni reali delle nuove generazioni e per dare ai formatori gli strumenti per fare davvero la differenza.

Ciò che offriamo non è solo supporto: **è una visione**. Una visione che trasforma l’apprendistato in ciò che dovrebbe essere: **una palestra di crescita, non una corsa a ostacoli**. Perché chi forma bene oggi, domani non dovrà più rincorrere professionisti competenti.

Li avrà già in casa.

E soprattutto, li avrà cresciuti.

 

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